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Castrum o Castra?
a cura di Luca Bonacina

Uno dei termini latini più impropriamente usati nell'ambito archeologico è castrum. Con esso viene comunemente indicato qualsiasi struttura fortificata militare sia esso un campo temporaneo grande o piccolo oppure anche una delle grandi strutture fisse tipiche dell'epoca imperiale.
In realtà benché tale termine sia stato in passato abbondantemente usato da alcuni studiosi1, in epoca recente altri ne hanno chiarito il significato stabilendo che il termine adatto a queste strutture è invece castra2.
Secondo un'affermazione del grammatico Servio3 il termine castrum definisce esclusivamente un insediamento civile, anche se, occorre ricordare, che in epoca tarda il castrum assume dei connotati di autentica fortezza4.
Va riconosciuto, però, che la terminologia adoperata in questo tipo di installazioni militari è davvero molto varia. Esistono infatti molteplici termini che si riferiscono ad installazioni di più ridotte dimensioni, anche in base al periodo.
E' il caso del termine castellum diminutivo di castra5, usato per definire piccole installazioni anche civili oppure della parola praesidium inizialmente usata per indicare la guarnigione di una fortezza, ma poi adoperato anche per identificare una ubicazione geografica. Secondo il Le Bohec esso era assimilabile per grandezza alle grandi istallazioni ausiliarie oppure, in epoca tarda, ai castella6.
Burgus indentifica un recinto difensivo, ma anche un piccolo insediamento urbano. Vegezio ne parla come di un piccolo castellum7 a protezione delle risorse strategiche.
Vi sono poi altri termini usati in vario modo. Citiamo tra i tanti i burgi speculatorii africani per la gestione delle carovane dei nomadi, le stationes, unità probabilmente non fortificate per la lotta al brigantaggio e i centenaria di uso incerto vista la radice usata centum.
A questi termini si devono aggiungere anche quelli adoperati per identificare le torri di guardia e di avvistamento. Tra queste troviamo ancora burgus e turris, con la differenza che probabilmente nel primo caso vi fossero maggiori possibilità abitative.

Di recente sono anche stato ingaggiato per l'uso dell'italiano singolare con il termine castra per cui il latino canonico lo vorrebbe plurale di castrum. Tuttavia assodato che il termine è questo anche per il plurale è naturalmente corretto usare il singolare come ad esempio fa Baccolini nel capitolo due della sua prima opera: "Lambesi: un esempio di castra hiberna"4.

(1) Baradez, 1949; Trousset, 1974.
(2) Rebuffat 1980 p.113; Le Bohec, "L'Armée romaine sous l'Haut-Empire" 1989 pp.13, 208.
(3) Serv., Ad Aen., VI, 775.
(4) Baccolini, "La Vita nei Castra Africani" p.28.
(5) Le Bohec, Carocci 2000 p.208: "il campo è invece designato con il nome di castra" e nella stessa pagina "castellum, a sua volta diminutivo di castra." (6) Vedi Le Bohec al punto (2).
(7) Veg, Epit. rei. mil., IV, 10.

(C) Luca Bonacina. Tutti i diritti sono riservati.

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