Lo Scutum

Lo scudo romano era una parte fondamentale del modo di combattere della fanteria romana.
La sua forma era incurvata per una duplice ragione. La forte incurvatura proteggeva maggiormente il legionario, ma anche, secondo alcuni, lo rafforzava contro gli urti conferendogli più elasticità di uno scudo piatto che si poteva spezzare molto più facilmente.

Ma gli scuta assolvevano anche una funzione di arma d'urto. Da alcune
fonti è possibile notare come lo scutum poteva essere usato per offendere. Il bordo di bronzo, talvolta presente, oltre a dare maggior robustezza e durata allo scudo conferiva anche una durezza impareggiabile nel momento in cui esso veniva scagliato sul volto dell'avversario. E' facile immaginare che un colpo di questo tipo poteva  procurare anche lo sfondamento del cranio. 
In questa pagina viene mostrata la sequenza di realizzazione dell'umbone metallico che proteggeva la presa dello scutum.

L'Umbone
L'evidenza archeologica, come sempre, mostra una notevole quantità di modelli e fatture anche per gli umboni degli scuta. Questi due esempi di originali dal LandesMuseum di Magonza (Umbone1 - Umbone2), di cui diamo i layout in fig.2 e 3.
Il modello che qui descriviamo è rettangolare.
La lastra di partenza ha uno spessore di 0,9-2 mm (da 19 a 12-ga.) in ottone o acciaio. La semisfera finita avrà un diametro di 115-127 mm su di una base che va da 203 a 280 mm quadrata o rettangolare entro queste misure.


Fig. 1 - Le misure illustrate sono quelle consigliate.

 


Fig. 2-3 - Altri tipi di umboni come da originali A e B.

Per fare l'umbone tagliate la lastra della misura desiderata e piegatelo in modo da aderire perfettamente alla curvatura dello scudo.
Fate un foro di 125-130 mm di diametro dentro un pezzo di legno abbastanza robusto (meglio un ceppo) o un pezzo di acciaio spesso magari anche un centimetro. Appoggiate sopra l'umbone e cominciate a martellare con un martello a punta rotonda (meglio se di grandi dimensioni) all'interno del foro in maniera da mandare dentro nel foro la vostra semisfera. Partite dal centro e muovetevi a spirale lentamente all'interno della calottina che state formando. Ripetete l'operazione fino a che la calottina è profonda almeno 38mm.
Per lavorare più facilmente è meglio scaldare la parte da lavorare con la fiamma ossidrica. In questa fase occorre fare attenzione che il resto del pezzo non si pieghi in modo irregolare, nel caso aggiustarla di volta in volta con un martello a testa piatta e larga.
L'operazione si può anche fare sopra un sacchetto di sabbia o addirittura per terra.

Terminato il grosso, posizionare la calotta sopra una sfera metallica, per esempio una larga testa di martello arrotondata, e dall'esterno della calottina spianare con un piccolo martello le imperfezioni. Terminare il lavoro smerigliando con la carta vetrata più fine possibile e lucidare nel caso di bronzo o ottone. L'umbone può essere decorato in qualsiasi modo con degli smalti colorati o anche stagnandolo o argentandolo. Fissare infine l'umbone ottenuto con 4-8 rivetti di acciaio oppure chiodi di ottone o viti usando le rondelle quadrate o dei dadi nella parte posteriore. Non utilizzate i bulloni con la testa esagonale! Tagliare infine tutte le parti dei bulloni cedenti e picchiate la parte finale sopra il dado come un ribattino. Allineare con attenzione i fori dove passa il rinforzo della maniglia, questo rinforzerà la maniglia alla fine.

Evidenze archeologiche e storiche
Polibio (circa 150 d.C.) descrive lo scudo romano curvo, fatto di strati di legno, coperto con pelle e lino, con un bordo in metallo nella parti superiore e inferiore.. L'umbone era anch'esso in metallo. Le misure che descrive sono: altezza 4 piedi (circa 1,5m), larghezza: 2,5 piedi, la forma è quella ovale tradizionale della repubblica.

Lo scudo di Fayum (I sec. d.C.)
Si presenta di forma ovale e incurvato, 132x63cm (HxL), ovvero la tradizionale forma ritenuta "repubblicana". E' composto di tre strati di fasce di betulla per un totale di 12-13 mm di spessore al centro, e di 9-10 mm ai lati. L'umbone "spinato" è in legno con la maniglia orizzontale. Entrambi i lati sono ricoperti di uno strato di feltro rivoltato sui bordi e cucito tutt'uno con il legno. Il peso è di 10 chili.

Lo scudo di Dura Europos 1 (250 d.C. circa)
E' rettangolare e molto incurvato. Le sue misure sono 104x83cm (HxL). Ha tre strati di strisce di legno (di quercia?) per un totale di 7 mm di spessore uniforme. Presenta dei rinforzi in legno nella parte interna sia sulla mediana che nella traversa centrale a formare la maniglia orizzontale in legno. Entrambe i lati sono ricoperti in pelle e, sulla parte di fronte ha una ulteriore ricopertura in lino. L'orlo della pelle o del cuoio è cucito sul legno. Tutto lo scudo è dipinto in rosso, e la parte frontale è pesantemente decorata con figure dettagliate e numerose. L'umbone è perduto, ma si capisce che la forma è quadrata. Il peso è di 6 Kg.

Lo scudo di Dura Europos 2
Un secondo scudo ritrovato nello stesso luogo, ma in peggiori condizioni. E' molto simile nell'aspetto e ha misure: 94x64cm (HxL).

Altri scudi di Dura Europos
Gli scavi di Dura Europos si distinguono da altri giacimenti archeologici, per il notevole numero di scudi trovati, il numero totale di evidenze arriva quasi a 30 esemplari.
Nonostante il cattivo stato di conservazione di alcuni di essi, è possibile capirne le forme e i materiali che li componevano e in alcuni casi anche i colori grazie ai residui di pigmenti.
I colori ritrovati, oltre a quelli presenti nel famosissimo esemplare 1 di cui sopra, comprendono anche il blu egizio.

Lo scudo di Doncaster (I sec. d.C.)
E' un rettangolo piatto, ma presenta un leggera piega sul lato lungo, entrante più meno di 5x10cm. E' composto di tre strati di quercia, ricoperti di cuoio. L'umbone è in bronzo con una figura a croce che prosegue sullo scudo in file di chiodi a X. La maniglia in ferro è rinforzata con della pelle (per un maggiore comfort), probabilmente verticale più che orizzontale. Il peso è di circa 10 Kg.

L'umbone di Tyne (I sec. d.C.)
E' un pezzo in ottone con cupolino semisferico su base rettangolare di 25x27cm. L'incurvatura è su di un raggio di 18 gradi. Presenta decorazioni cesellate con ricchi disegni. Sono conosciuti anche dei tipi di umbone simile, ma in ferro.

La copertura di scudo di Valkenburg
La copertura in pelle da scudo ovale trovata a Valkenburg indica che lo scudo che conteneva aveva una misure 107x58cm. Alcuni altri frammenti ritrovati fanno pensare a larghezze variabili tra i 58 e i 41 cm. Una così scarsa larghezza è attualmente inspiegabile.

La copertura di scudo di Caerleon (II sec. d.C.)
E' una copertura in pelle da scudo ovale e indica uno scudo da 114x58cm.
Per entrambi i due casi appena menzionati non è possibile stabilire se le coperture erano di scudi piatti o incurvati.

Altri ritrovamenti
Bordature in ottone sono state trovate in moltissimi luoghi riconducibili al I sec. d.C. In generale sono costituite da metallo in lastra molto sottile (meno di 0,8mm). Da questo si deduce un utilizzo più estetico che pratico. Dalle dimensioni della piega si pensa che furono adoperate su scudi dello spessore di 6-7 mm.

Tra i ritrovamenti ci sono anche molti pezzi in lastra metallica rappresentanti stelle, lune e fulmini e anche delle sottili fusioni in bronzo che presentano fori per i rivetti o i chiodi. Tuttavia il primo pensiero che viene a mente a riguardo è il loro utilizzo sulle armi decorative dei monumenti, per il fatto che il loro utilizzo di fatto non aumenta la protezione, ma aumenta il peso dello scudo e riduce per questo la maneggevolezza.
Inoltre c'è evidenza di molti altri frammenti di pelle da parti di scudo o da coperte per scudo. Questi, talvolta, presentando la puntatura della cucitura realizzata con alcune decorazioni.
Sono invece numerosissime le rappresentazioni di scudi, sia scultoree che pittoriche che musive, in genere riconducibili al I sec. d.C., ma molti dettagli sono ancora poco chiari. In generale la forma preferita è quella rettangolare. Le forme a "L" visibili spesso agli angoli (fig. 6) sono di uso incerto, anche se dall'esperienza possono servire per fissare meglio i rivetti della struttura metallica della parte interna.
La pigmentazione sembra essere piuttosto varia stando ai resti sui reperti e sulle sculture. Un
esempio di residui pittorici su una scultura di uno scudo da cavalleria.


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Fig. 4 - Il Mosaico del Nilo di Palestrina


Fig. 5 - Il Rilievo della Cancelleria in Vaticano
(fare clic sopra l'immagine per una maggiore risoluzione)


Fig. 6 - Frammento della antica Porta Ticinese di Milano (III sec. d.C.)
(fare clic per una maggiore risoluzione - 1600x1200)

 

 

 

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